Nadia Crosignani

Le sue donne sentono la necessità fisica e la forza interiore che vuole e deve essere buttata sulla tela con gesti forti, duri quasi a voler provocare dolore alla tela, nell'inconscia necessità di ferire l'esterno per proteggere l'interno.
Queste donne non si raccontano, non si svelano, non hanno sguardi, sono impenetrabili ma guardano, vedono, non solo con la vista ma con la capacità di guardare oltre che le donne hanno nel loro bagaglio naturale.
Rappresentano la passionalità vorticosa, i contrasti e le irrazionalità che caratterizzano chi, attraverso i conflitti interni, riesce con tenacia ad affrontare il mondo esterno.
Le donne spesso nascono e crescono in realtà difficili che temprano e fortificano ma creano dolore e loro,istintivamente, cercano di proteggersi con la forza della sensibilità.
Protagonista non è la donna ma la sua parte interiore, la sua anima, i suoi conflitti che avvolgono e coinvolgono.
Le emozioni sono nascoste e svelate nello stesso tempo e riemergono davanti agli occhi di chi guarda.
Donne contemporanee, donne del passato, donne del futuro, tutte accomunate da vigore e vitalità che le rendono sempre femmine ... e dolcemente guerriere.
Come per le donne sono i paesaggi che chiedono di essere espressi, non sono luoghi precisi ma sono gli spazi interni, le sensazioni i sentimenti dei luoghi stessi.
Nella realtà non esiste uno scorcio o un palazzo rappresentato.
L'ambizione è provocare un sentimento, una sensazione, un'emozione che riporta inconsciamente, ma con un sottofondo di percezione della realtà, a luoghi visti, visitati ma sconosciuti, lasciando, a chi guarda un retrogusto di appagante
e cosciente disagio.